Parco delle Tombe della via Latina

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Quando: Domenica 26 aprile 2015, h. 10:30

Durata della visita: 1 ora e mezza (circa)

Dove: Via dell’Arco di Travertino 151 (15 min. prima dell’inizio della visita)

Per raggiungere il luogo dell’appuntamento:

Bus 85 – 409 – 657 – 671 – 765 – Metro A fermata Arco di Travertino

Costi:

Soci: Contributo per la visita guidata (Adulti: 8 euro; Ragazzi 14-18: 5 euro; Bambini 0-13: gratuito) + Biglietto d’ingresso alla Tomba dei Valeri e dei Pancrazi (6,50 euro: 5,50 euro + 1 euro di prevendita).

Non Soci: Quota Associativa (5 euro) + Contributo per la visita guidata (Adulti: 8 euro; Ragazzi 14-18: 5 euro; Bambini 0-13: gratuito) + Biglietto d’ingresso alla Tomba dei Valeri e dei Pancrazi (6,50 euro: 5,50 euro + 1 euro di prevendita).

Note: Le prenotazioni sono obbligatorie, si possono effettuare inviando un sms al 331.59.90.381 oppure scrivendo un’e-mail a: info@associazionevesta.com.

Indicare:

Data e cognome di chi effettua la prenotazione + numero dei partecipanti.

Numero di cellulare (se si effettua prenotazione via mail o se il contatto telefonico sarà diverso da quello utilizzato per la prenotazione).

Numero massimo di partecipanti: 22

La tessera per diventare “Soci Ordinari” di Vesta ha un costo di 5 euro e vale 365 giorni.

Il percorso di visita è non è indicato per chi ha difficoltà motorie.

Si invitano i Partecipanti, qualora non potessero intervenire, a darne tempestiva comunicazione, affinché altri interessati possano usufruire dell’attività. La visita si svolgerà anche in caso di pioggia lieve. L’accesso non è possibile a persone con difficoltà di deambulazione.

Descrizione:

Il parco archeologico delle Tombe della via Latina è uno dei complessi funerari di maggior rilievo del suburbio di Roma, sebbene sia poco noto, e conserva ancora intatto l’aspetto tradizionale della campagna romana. Nel sito non solo si conserva un tratto dell’antica Via Latina, che collegava Roma con Capua, ancora pavimentata per un lungo tratto dell’antico basolato in selce, ma anche numerose testimonianze storiche dall’età repubblicana fino al Medioevo. Durante la visita avremo l’opportunità di entrare all’interno della Tomba dei Valeri e in quella dei Pancrazi, per lungo tempo chiuse al pubblico e solo da un anno riaperte al pubblico.

I celebri scavi di Lorenzo Fortunati sulla via Latina

La riscoperta dell’area archeologica del Parco delle Tombe della via Latina si deve a Lorenzo Fortunati, un insegnate con la passione per l’archeologia, che nel 1857 ottenne la licenza per scavare nella cosiddetta tenuta del Corvo. Lo scopo dichiarato nella richiesta di scavo era quello di individuare le città di Cales e Fregellae, le quali, secondo la tradizione, dovevano trovarsi proprio sulla via Latina. Un intento onorevole, quindi, come lui stesso dichiarava nella sua relazione di scavo:

«nell’intraprendere gli scavi, mentre potevo sperarne un onesto lucro, servivo alla gloria della patria comune, al sentimento religioso, ed all’amore delle sole scienze e delle arti».

scavi fortunati 1

In realtà il vero obiettivo di Fortunati fu quello di ricavare profitto da questi scavi: aveva, infatti, il diritto di vendere e trarre guadagno dai reperti venuti in luce, fermo restando che una parte delle scoperte doveva essere riservata al proprietario del fondo. La notizia dei meravigliosi ritrovamenti si sparse presto e come raccontava Fortunati:

«vidi con vera soddisfazione dell’animo mio accorrer sul luogo non solo questi sono fra noi cultori dell’antichità, ma quanti giungono illustri stranieri a visitare questa terra della Religione e delle arti; questo classico solo che i fasti ricorda di un popolo sovrano dell’universo, che serba tanti monumenti della grandezza degli imperatori e della pietà dei Pontefici».

scavi fortunati 2

Il 19 marzo 1858 lo stesso papa Pio IX visitò l’area, come ricorda una targa ancora visibile all’ingresso dell’area archeologica. Purtroppo però la visita papale non portò vantaggi al Fortunati, che si vide impedire il proseguo dei lavori per la scoperta della basilica paleocristiana di S. Stefano protomartire.

stefano protomartire

Solo dopo l’unità, lo stato Italiano vincolò l’area, dopo averla acquistata, per permettere il restauro e la tutela di tutti i monumenti scoperti.

Foto via giocandoneltempo.it