Le Terme di Diocleziano e la Certosa di Santa Maria degli Angeli

chiostro

La sezione epigrafica del Museo Nazionale Romano è ospitata nel complesso delle Terme di Diocleziano. Le terme furono realizzate tra il 298 e il 306 d.C. dall’imperatore Diocleziano e costituiscono il più grandioso impianto termale mai costruito a Roma. La struttura è ancora in parte riconoscibile, ma è stata sottoposta nel tempo ad alcune importanti trasformazioni.

Nel 1091 San Bruno, fondatore dell’ordine dei Certosini, ebbe l’idea di costruire un tempio della cristianità nelle rovine delle terme, ma solo nel 1561 papa Pio IV ordinò il recupero delle strutture. Affidò a Michelangelo la trasformazione della parte maggiormente conservata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, destinata a diventare un mausoleo per sé e per la sua famiglia. L’intento del papa era chiaro: voleva consacrare a Dio il monumento più imponente realizzato dal più temuto tra i persecutori dei Cristiani. Con l’atto di donazione da parte di papa Clemente VIII nel 1595 si cominciò la costruzione del nuovo convento che fu realizzato secondo lo schema canonico dell’Ordine: un chiostro grande, un chiostro piccolo e le dimore dei monaci.

Il Chiostro Grande è quello detto di Michelangelo, anche se a lui si possono attribuire soltanto i disegni preparatori: la data di inizio dei lavori, iscritta sulla colonna angolare di fronte al portone di accesso, è infatti il 1565, un anno dopo la sua morte. La realizzazione del Chiostro e più in generale della Certosa è invece da attribuire a Jacopo del Duca, nipote del sacerdote siciliano Antonio del Duca, che aveva sostenuto il progetto di trasformazione dell’impianto termale. Il Chiostro Maggiore è uno dei più grandi d’Italia: è ampio infatti 10.000 metri quadrati e i suoi bracci contano ciascuno 100 colonne monolitiche.

Meno conosciuto è il chiostro piccolo, ricavato a destra del presbiterio della nuova chiesa, sul luogo dell’antica natatio. Fino ai primi anni Duemila questa parte del complesso versava in un totale stato di abbandono ed era ridotta a mero deposito di materiali. Dopo una serie di studi e restauri il piccolo Chiostro è stato nuovamente riaperto al pubblico il 24 settembre 2014 e ospita una delle parti più prestigiose della collezione del Museo.

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