La passione per l’esoterismo del principe Giovanni Torlonia

Civetta

La Casina delle Civette, nel parco di Villa Torlonia, ha una sua natura notturna, proprio come il predatore di cui porta il nome, quell’“Athene noctua” (notturna) considerata nell’antichità attributo sacro di Minerva, la dea “glaucopide”, ossia “dagli occhi di civetta”.

L’edificio ha un fascino gotico, dove l’animale assume nell’immaginario medievale una connotazione demoniaca. Proprio ad un Medioevo iniziatico faceva riferimento l’ispiratore del complesso, il Principe Giovanni Torlonia, uomo poco socievole e amante dell’esoterismo.

Nel 1908 volle radicalmente trasformare i connotati di un edificio ottocentesco, fino a quel momento conosciuto come “Capanna svizzera”, perché simile a un rifugio alpino, disseminandolo di simboli esoterici. Il Principe ne fece la sua personale residenza, modificandola ulteriormente tra il 1916 e 1920 con l’inserimento di logge, porticati e articolazioni architettoniche ed elementi decorativi che la rendono vivace e fiabesca.

L’intitolazione della Casina alle civette si deve al fatto che fin dall’antichità l’animale è simbolo per eccellenza della magia e della veggenza e incarna la capacità di vedere anche nel buio più totale e di poter udire anche il più sottile rumore. Affascinante e misteriosa, rappresenta le innate doti magiche delle persone portate alle arti incantatorie o interessate all’occultismo e attratte da tutto ciò che è misterioso e apparentemente inspiegabile. Nella tradizione alchemica alla civetta vengono attribuite diverse facoltà: la visione notturna, la magia, la telepatia, così come la chiaroveggenza e la sapienza. Questo animale notturno intuisce e presagisce la risoluzione di un problema, simboleggia un intelletto acuto e intelligente, anche se combinato a un’indole triste. La civetta è invocata per scrutare il mondo attraverso gli occhi di un’altra persona, per la vista a distanza o per rintracciare gli oggetti perduti, per agire guidati dalla visione interiore, per discernere con maggiore chiarezza nei momenti cupi e di difficoltà.

Questo uccello nelle pratiche alchemiche e di magia nera è spesso identificato con Satana e fa parte anche dei simboli massonici.

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