Il Tempietto del Carmelo

Tempietto_Carmelo

Su vicolo Costaguti, si nota un tempietto del 1759, di pianta semicircolare e adornato da sei colonne dedicato alla Madonna del Carmine: si tratta di uno dei luoghi dove gli Ebrei erano costretti, il sabato, ad assistere alle prediche coatte, allo scopo di convertirli al cristianesimo. Scarsi erano in realtà i risultati: gli inflessibili predicatori non si accorgevano dei tappi di cera che il loro riluttante pubblico nascondeva nelle orecchie per non essere costretto ad ascoltare.

Il tempietto fu costruito da una famiglia di droghieri per proteggere un’edicola votiva della Madonna posta a ridosso del rinascimentale palazzo della famiglia Manili. Era nato per dare ausilio ai devoti della Vergine, che si raccoglievano in preghiera attorno alla sacra immagine riposta sopra un altare, ma nel corso del tempo è divenuto il testimone della storia travagliata del ghetto ebraico. Osservando una lapide affissa sulla parete interna si evince che il tempietto fu restaurato più volte durante il XIX secolo, ma nel momento in cui venne privato dell’effige mariana perse il suo ruolo di edificio di culto. Agli inizi del Novecento divenne sede di una bottega di ciabattini, ma, dopo il crollo della cupola, si decise di restaurarlo. I restauri più importanti sono stati fatti nel 2005 dalla Soprintendenza statale dei Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, sotto la direzione dell’architetto Arianna Cajano. In quell’occasione sono state riportate al loro splendido candore le colonne di travertino e gli stucchi che decorano il soffitto e che circondano una Colomba dello Spirito Santo. Inoltre è stato ripristinato, in base ai resti originali, il pavimento restaurato in marmo di Carrara e bardiglio.

Oggi il Tempietto del Carmelo è un simbolo di incontro tra l’ebraismo e il cristianesimo. Nel 2005 alla cerimonia per il restauro erano presenti il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche Amos Luzzatto, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e il cardinal Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani.

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