Il ninfeo di Egeria: un luogo leggendario nella valle della Caffarella

Egeria

La Ninfa Egeria era una delle Camene, divinità minori legate alle sorgenti, che ricambiavano offerte di acqua e latte concedendo profezie; in genere accompagnavano eroi o personaggi importantissimi, così Egeria si legò alle origini della stessa Roma sposando Numa Pompilio, il re sabino successore di Romolo.

La leggenda vuole che essi si incontrassero in questo angolo della Caffarella per chiacchierare e fare l’amore, qui la ninfa ispirava lo sposo nel fare le leggi e curare l’ordinamento religioso della Roma primitiva.

Il ninfeo, ancora oggi in parte visibile, consiste in una grande stanza rettangolare con una nicchia centrale nel fondo e tre nicchie più piccole in entrambe le pareti laterali che ospitavano le statue di divinità fluviali. L’ambiente centrale, come in passato, è coperto da Capelvenere, un particolare tipo di felce. L’acqua realizzava dei giochi scendendo lungo le pareti e l’umidità, condensando nella volta, creava uno stillicidio che, insieme alla ricca vegetazione che scendeva dall’alto, rendeva l’ambiente fresco e suggestivo.

La grotta è preceduta da un portico che si specchia in un bacino d’acqua che a sua volta va a formare un laghetto insieme alle acque dell’Almone. Per le sue qualità terapeutiche questo laghetto era chiamato “Lacus Salutaris”. La caratteristica fonte fa parte della la grande villa di Erode Attico, marito di Annia Regilla e precettore di Marco Aurelio, che si estendeva a partire dalla via Appia su più strutture separate. Il ninfeo doveva dare così l’idea un po’ barocca di grotta artificiale, dove Erode Attico poteva venire nei periodi di calura estiva a passeggiare al fresco chiacchierando e banchettando piacevolmente con i suoi amici.

Superato il quadriportico, l’acqua formava un altro grande bacino ottagonale ed infine si gettava nell’Almone. Nell’800 questa grotta, come tutta la Caffarella, fu molto frequentata dai romani; proprio qui si allestiva una tipica osteria fuori porta, come testimoniano alcune stampe dell’epoca.

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